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Impianti fotovoltaici su coperture industriali: lucernari, lamiere, percorsi di manutenzione, linea vita o parapetti. Cosa prevedere prima di posare i moduli.
In breve. Un capannone con fotovoltaico diventa un luogo di lavoro permanente. I rischi principali sono lo sfondamento di lucernari e lastre e la caduta dal bordo. Il progetto della sicurezza va fatto prima di quello dei moduli.
Sulle coperture industriali il pericolo più frequente non è scivolare dalla falda, quasi piana, ma cadere attraverso. Lucernari in policarbonato, cupolini, lastre traslucide intercalate alla lamiera, vecchio fibrocemento: superfici che a colpo d’occhio sembrano continue e che non reggono il peso di una persona, tanto meno dopo anni di sole.

Un impianto industriale ha centinaia o migliaia di moduli, quadri di campo, a volte inverter in copertura. Serve una rete di camminamenti che consenta di raggiungere ogni stringa senza calpestare i pannelli né avvicinarsi ai lucernari. Questi corridoi vanno disegnati insieme al layout elettrico: toglierli dopo significa perdere potenza, non averli significa non poter fare manutenzione.

Se la copertura è piana o poco inclinata e verrà visitata spesso, il parapetto perimetrale è la soluzione preferibile: protegge tutti senza DPI. Dove il parapetto non è realizzabile o l’accesso è saltuario, si usano linee vita con ancoraggi specifici per lamiera grecata o pannello sandwich, fissati alle greche o alla struttura secondaria con sistemi che non compromettono la tenuta.
Reti anticaduta sotto o sopra il lucernario, griglie metalliche, oppure parapetti attorno all’apertura. Sono interventi relativamente semplici che eliminano il rischio alla fonte. In presenza di evacuatori di fumo va garantito che la protezione non ne impedisca l’apertura.
Il fotovoltaico aggiunge carico, gli ancoraggi trasmettono forze concentrate. Entrambi richiedono una verifica strutturale della copertura, che conviene affidare allo stesso tecnico o almeno coordinare. Sulle coperture in fibrocemento contenente amianto si interviene solo dopo la bonifica.
Capannone artigianale con copertura in pannelli sandwich e dodici lucernari. Prima del fotovoltaico si installano una scala fissa con gabbia, reti sotto tutti i lucernari e due linee vita parallele ai campi, lasciando corridoi di ottanta centimetri. L’impresa di pulizia dei moduli riceve la planimetria plastificata: due volte l’anno i suoi operatori raggiungono ogni stringa restando sempre collegati.
Esempio illustrativo costruito a scopo didattico: non si riferisce a un cliente reale.
Dipende dal contratto. Va chiarito prima: la responsabilità verso chi sale resta comunque in capo a chi commissiona gli accessi.
No, si danneggiano e sono scivolosi.
In genere più volte l’anno tra lavaggi, controlli e guasti.
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