
⚖️ Guide · Normativa
Differenze tra UNI 11578 e UNI EN 795, il ruolo della UNI 11560 e cosa deve riportare la targhetta di un dispositivo di ancoraggio.
In breve. La UNI 11578 riguarda gli ancoraggi destinati all’installazione permanente; la UNI EN 795 i dispositivi rimovibili, trattati come DPI. La UNI 11560 guida progettazione, posa e manutenzione dei sistemi in copertura.
La norma europea EN 795, nella revisione del 2012, ha ristretto il proprio campo ai dispositivi che si possono rimuovere dalla struttura e che vengono messi sul mercato come DPI. Gli ancoraggi fissati stabilmente all’edificio restavano così senza riferimento. In Italia il vuoto è stato colmato dalla UNI 11578, pubblicata nel 2015, specifica per i dispositivi permanenti.

Classifica i dispositivi permanenti in tre tipi: A, ancoraggi puntuali; C, linee flessibili orizzontali; D, linee rigide orizzontali. Definisce le prove di resistenza statica e dinamica, anche per l’uso da parte di più operatori, e le informazioni che il fabbricante deve fornire: istruzioni di posa, supporti ammessi, manutenzione, marcatura.

I tipi B, ancoraggi trasportabili come treppiedi e fettucce, ed E, ancoraggi a corpo morto, oltre ai tipi A, C e D quando sono rimovibili. Sono attrezzature dell’impresa e seguono le regole dei DPI di terza categoria.
Un ancoraggio certificato montato nel posto sbagliato non serve. La UNI 11560 è la guida per individuare, configurare, installare, usare e mantenere i sistemi di ancoraggio in copertura: accessi, percorsi, tirante d’aria, effetto pendolo, contenuti della documentazione, ispezioni. È il riferimento con cui si valuta la qualità di un progetto.
Le prove di laboratorio sono eseguite su supporti campione. Sull’edificio reale, la resistenza dipende dalla struttura e dal fissaggio: per questo serve la relazione di calcolo del tecnico. Il certificato del produttore e la verifica del progettista sono due cose diverse e servono entrambe.
Durante un’ispezione su una linea installata nel 2011 si trova la targhetta con riferimento alla EN 795 classe C. Il tecnico recupera il manuale originale, verifica componenti, tensione e fissaggi, controlla che il fabbricante supporti ancora il prodotto. L’esito è positivo: il sistema resta in servizio, il registro viene aggiornato e nell’elaborato si annota la norma vigente all’epoca della posa.
Esempio illustrativo costruito a scopo didattico: non si riferisce a un cliente reale.
I prodotti installati prima del 2015 facevano riferimento a quella norma: vanno valutati caso per caso in sede di ispezione.
Sono norme tecniche volontarie, ma costituiscono il riferimento per dimostrare la regola dell’arte.
Il tema è stato a lungo discusso a livello europeo: conta la conformità alla norma tecnica dichiarata dal fabbricante e documentata.
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