
🧩 Guide · Tipologie
I tipi di ancoraggio anticaduta: puntuali, linee flessibili, linee rigide, a corpo morto. A cosa servono e come si combinano su un tetto.
In breve. Gli ancoraggi si distinguono in puntuali (tipo A), linee flessibili (tipo C) e linee rigide (tipo D); esistono poi dispositivi mobili e a contrappeso. Su un tetto reale quasi sempre se ne combinano più d’uno.
Un singolo punto fisso, un golfare, una piastra, un palo, a cui si collega il cordino. Si usa presso gli accessi, per la risalita dalla botola al colmo, per zone isolate come un camino lontano. Limita il raggio d’azione alla lunghezza del cordino, ma è semplice, economico e poco visibile.

Un cavo in acciaio inox teso tra ancoraggi di estremità, con eventuali supporti intermedi. L’operatore si collega con un connettore o con una navetta che scorre e supera i supporti senza sganciarsi. È la soluzione classica sul colmo: permette di percorrere tutto il tetto. In caso di caduta il cavo si inflette: questa freccia va considerata nel calcolo del tirante d’aria.

Un binario su cui scorre un carrello. Non si inflette, quindi richiede meno spazio libero sotto, e consente scorrimento fluido anche con cordini retrattili. Costa di più e pesa di più: si sceglie per capannoni, carroponti, facciate, percorsi molto frequentati.
I ganci sottotegola e gli ancoraggi di deviazione sono punti di tipo A usati in modo particolare: non servono a partire, ma a ridurre l’effetto pendolo quando ci si allontana lateralmente dalla linea. L’operatore, già collegato al colmo, vi fa passare il cordino o vi aggancia un secondo collegamento.
Treppiedi, fettucce, barre per vani, ancoraggi a contrappeso: sono attrezzature trasportabili, utili su coperture piane dove non si vuole forare la guaina. Richiedono superfici e pendenze entro i limiti dichiarati dal produttore.
Tetto a padiglione di una villa: colmo di soli quattro metri e quattro falde ampie. Una linea di tipo C sul colmo servirebbe poco, perché quasi tutta la superficie sarebbe raggiungibile solo in diagonale. Il progetto prevede quindi un ancoraggio di tipo A girevole al vertice e una corona di ganci a metà falda, più i punti di risalita dall’abbaino. Meno metri di cavo, più punti: la geometria ha deciso il sistema.
Esempio illustrativo costruito a scopo didattico: non si riferisce a un cliente reale.
Lo indica il produttore sulla targhetta: spesso una per i puntuali, due o più per le linee.
No: non sono elementi dimensionati per arrestare una caduta.
In genere no: completano un sistema, non lo sostituiscono.
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